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Nemici invisibili della fertilità maschile, ecco come combatterli

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In un 1 caso su 2 il mancato concepimento dipende da problemi riproduttivi maschili. Il Policlinico di Milano, con la sua équipe di andrologia dell’unità operativa diretta da Emanuele Montanari, è specializzata nel trattamento dell’infertilità maschile, in particolare in situazioni di varicocele e azoospermia.

Di cosa si tratta e come può si può intervenire? Lo abbiamo chiesto a Mariapia Serrago, androloga della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano.

Che cos’è il varicocele e perché porta a infertilità?

Il varicocele è una malattia del testicolo che causa dilatazione di alcune vene e inversione del normale flusso sanguigno, un po’ come avviene nelle vene varicose. Il sangue circola male, i tessuti ricevono meno ossigeno e la temperatura locale aumenta: questa condizione, spesso non associata a dei sintomi, può provocare gravi danni al testicolo interferendo con la produzione degli spermatozoi.

Come può essere diagnosticato?

La visita andrologica è il punto di partenza. Poi si può procedere con l’ecografia testicolare. Il varicocele può provocare dolore o prurito, ma spesso non è associato a sintomi e la visita di controllo dallo specialista è quindi l’unico modo per individuarne l’eventuale presenza e intervenire tempestivamente per evitare danni importanti sulla funzione riproduttiva. Accanto a questo, può essere utile eseguire uno spermiogramma, un esame che permette di capire la qualità e quantità degli spermatozoi nel liquido seminale.

Come è possibile intervenire sul varicocele?

Utilizziamo principalmente la tecnica della scleroembolizzazione delle vene spermatiche, in collaborazione con l’unità operativa di Radiologia. È un procedura poco invasiva: il paziente è sveglio, non c’è bisogno di anestesia e si mette in atto grazie a un sottile catetere. Questo intervento permette di correggere il varicocele senza tagli, e il paziente può essere dimesso anche nella stessa giornata. La maggioranza dei casi non richiede quindi un intervento chirurgico; la situazione varia però da paziente a paziente, e solo la visita dall’andrologo permetterà di valutare lo stadio del varicocele e di capire come è meglio procedere.

Che cos’è invece l’azoospermia e come è legata all’infertilità?

È una condizione in cui nel liquido seminale non sono presenti gli spermatozoi e il paziente è sterile. Si parla invece di infertilità quando gli spermatozoi ci sono, ma non sono in numero sufficiente o non si muovono correttamente, oppure hanno una forma diversa da quella normale, rendendo difficile il concepimento.

Come può essere diagnosticata?

Attraverso l’esame del liquido seminale chiamato spermiogramma. Questo esame individua il numero di spermatozoi presenti e analizza la loro forma e la motilità per valutare quanti di questi siano in grado di fecondare un ovulo. Deve essere eseguito su almeno due eiaculati prelevati a distanza di tre mesi l’uno dall’altro, ed effettuato dopo 3-5 giorni da un rapporto sessuale. Per completare la diagnosi si ricorre a esami del sangue e delle urine, ecografie al testicolo e, se necessario, a indagini genetiche.

Come è possibile intervenire sull’infertilità?

Non esiste una terapia risolutiva, ma attraverso la chirurgia utilizzando ad esempio le procedure PESA e TESA, possiamo capire qual è la causa di infertilità e se nel testicolo sono presenti spermatozoi. In caso positivo, anche in situazioni di azoospermia, si può procede alla loro raccolta e a una tecnica di fecondazione assistita, un percorso che può essere affrontato anche nel nostro ospedale. In collaborazione con il ginecologo della paziente, questi interventi aumentano la possibilità di avere un figlio.

Esistono altre cause che possono portare a infertilità maschile?

Non sempre è possibile risalire al motivo che abbia portato a infertilità, ma sicuramente scorretti stili di vita come il fumo di sigaretta o contatti con sostanze tossiche, magari in ambito professionale, possono influire negativamente sulla produzione di spermatozoi. Infine, tutte le condizioni lavorative che portano a un’esposizione dei testicoli a fonti di calore possono essere nocivi per la fertilità. Collaboriamo costantemente con il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita della nostra Fondazione per individuare le cause e fornire alla coppia un supporto e un trattamento adeguato.

di Valentina Meschia

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