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Noi del Policlinico, vicini ai pazienti in 87 forme diverse

In ogni reparto, sono state posizionate le targhe delle Associazioni di volontariato che ogni giorno sostengono i malati e le loro famiglie.
Ecco, la testimonianza di chi ha seguito il progetto e conosciuto più da vicino queste importanti realtà.

In Policlinico le idee sono tante, perché in Policlinico non sei mai solo, puoi incontrare tantissimi volontari e Associazioni che collaborano con l’Ospedale, si dedicano personalmente ai pazienti o supportano economicamente le cure più innovative. Questa collaborazione genera un “noi” che è qualcosa di più e di diverso della somma delle singole parti, quel “noi del Policlinico” che significa cura, ricerca, formazione, solidarietà; in sintesi: cultura della cura e del prendersi cura.

In Policlinico sono attive 87 Associazioni/Fondazioni. Ognuna di loro ha una storia, uno stile, pratiche e obiettivi diversi. Il Policlinico intende ringraziarle tutte anche e soprattutto per la loro unicità e capacità creativa. In tutte le Unità Operative sono stati affissi dei cartelli per segnalare queste presenze preziose, per renderle ancora più visibili e comunicare a pazienti e familiari che, appunto, non sono soli e possono ricevere aiuto – oltre che dagli operatori sanitari – anche da altri soggetti che operano in Policlinico con competenza e solidarietà in base ai principi di responsabilità sociale e sussidiarietà orizzontale. E solo perché hanno voglia di farlo.

C’è chi affianca gli ammalati con vicinanza amichevole semplicemente per ascoltarli e sostenere anche così il loro difficilissimo compito di integrare l’esperienza di malattia in una storia personale, affinché la malattia non si riduca a dura vicenda biologica che interrompe o “sospende” la costruzione autobiografica e identitaria, ma possa divenire anche occasione di umanità, incontro e dialogo autentici.

C’è chi riesce a far ridere e giocare i bambini anche quando sono costretti in un letto di ospedale e sostiene così il loro fragile sistema psico-neuro-immunologico nei processi di guarigione.

C’è chi è riuscito a creare reti europee di “pazienti esperti” affinché il sapere esperienziale dei malati possa contribuire alla co-costruzione di conoscenze utili ai percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali e riabilitativi specifici per patologia.

C’è chi finanzia borse di studio per giovani ricercatori talentuosi e appassionati che dedicano ogni loro sforzo alla scoperta di terapie più efficaci.

C’è chi accompagna i malati in ospedale e chi li riporta a casa; chi compra pigiami, giochi o parrucche; chi distribuisce rose o defibrillatori; chi insegna qualcosa ai pazienti e chi impara da loro qualcosa; chi acquista macchinari costosissimi e ne assicura la costosissima manutenzione; chi ospita gratuitamente mamme e bambini soli al mondo; chi organizza vacanze intelligenti o anche solo divertenti; chi sostiene il prelievo/trapianto di organi e tessuti che possono salvare tante vite; chi organizza complessi interventi chirurgici per i bambini africani; chi continua a prendersi cura di persone anche quando la Medicina non le può più guarire; chi sostiene i caregiver formali e anche quelli informali perché le patologie individuali più impegnative finiscono sempre col diventare anche malattie familiari.

Insomma c’è tutto un mondo “altro” al Policlinico che ne condivide fondamenti etici e scientifici, nella convinzione che non vi possa essere pratica etica senza fondamento scientifico, né pratica scientifica che non sia eticamente fondata. Naturalmente è stato impossibile descrivere tutto questo mondo nei minuscoli cartelli distribuiti nei reparti, ma neanche cartelli giganti avrebbero potuto farlo. Forse i cartelli sono semplicemente come i sassolini lasciati per strada a indicare una qualche direzione possibile, dare un segnale: che siamo in tanti, anche quando ci si sente soli, e siamo un po’ tutti sulla stessa barca… e per questo vogliamo darci da fare perché nessuno rimanga indietro.

Ancora grazie a tutte le Associazioni che collaborano con il Policlinico e contribuiscono a produrre pensiero, sentimento, progresso scientifico, aspirazioni, umanità nei luoghi di cura.

 

 

 

Di seguito, alcune delle targhe posizionate nei reparti del Policlinico

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