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Policlinico di Milano, la tradizione dei quadri dei Benefattori rinasce con i giovani talenti dell’Accademia di Brera

Due grandi istituzioni milanesi investono negli artisti del futuro:

i loro dipinti saranno custoditi accanto a “mostri sacri” come Hayez e Segantini

 

Il Policlinico è un ospedale che i milanesi hanno a cuore da secoli. La prova è nei suoi 910 quadri dei Benefattori, in cui sono ritratti tutti coloro che dal Seicento ad oggi hanno destinato all’antico Ospedale Maggiore una donazione molto cospicua (oggi il valore minimo è di 250mila euro), ma anche nelle altre centinaia di migliaia di donazioni che, a partire dal Duca Francesco Sforza nel 1456, hanno permesso all’Ospedale di garantire sempre cura e assistenza ai bisognosi. Per celebrare la generosità dei suoi Benefattori la Fondazione Ca’ Granda Policlinico, dopo 14 anni di interruzione, ha deciso di riportare alla luce la tradizione dei ritratti, insieme all’Accademia di Belle Arti di Brera. Un modo non solo per tenere viva la Quadreria della Ca’ Granda che ospita i lavori di artisti come Giovanni Segantini, Francesco Hayez, Mosé Bianchi, Carlo Carrà; ma anche per investire negli artisti del futuro, affidando i nuovi dipinti agli allievi più promettenti dell’Accademia.

I Benefattori, nei secoli, sono sempre stati persone molto comuni, che donavano a seconda della disponibilità: piccole somme, strumenti necessari all’Ospedale, ma anche generi alimentari quali uova e pollame per i malati. Ci sono stati poi coloro che hanno donato somme molto ingenti, palazzi, terreni, o addirittura hanno reso l’Ospedale erede universale dei loro beni: per loro, in segno di ringraziamento, la Ca’ Granda ha iniziato nel 1603 a realizzare un ritratto gratulatorio, la cui esecuzione è sempre stata affidata agli artisti più in vista o promettenti sul territorio lombardo. E’ nata così la “Quadreria dei Benefattori della Ca’ Granda”, che oggi conta 910 ritratti e che costituisce un unicum a livello nazionale. Alcuni dei dipinti più prestigiosi hanno anche girato il mondo, ospiti di mostre internazionali come ad esempio a New York e Tokyo.

Ma chi ha diritto al ritratto? Nei primi due secoli non esisteva una quota specifica di donazione, e il Consiglio ospedaliero decideva sulla base del prestigio della famiglia o sull’importanza politica e sociale del Benefattore. Nel 1810, poi, venne stilato un vero e proprio “tariffario” che ponesse un limite minimo alla donazione per avere diritto ad un quadro: 40.000 lire milanesi per il ritratto a mezza figura e 80.000 lire per quello a figura intera. Queste somme sono andate aggiornandosi nel corso del tempo, e oggi l’ospedale ha fissato una soglia di 250.000 euro come donazione minima per un quadro a figura intera (la mezza figura è stata abolita).

La tradizione di eseguire il ritratto pittorico è andata avanti fino al 2004, con l’ultimo dipinto eseguito in memoria di Arrigo Recordati – spiega Marco Giachetti, Presidente della Fondazione Ca’ Granda Policlinico – Poi, anche a causa della spending review e nell’ottica di contenere i costi, si era deciso di sospendere i quadri e negli ultimi anni erano stati eseguiti ritratti fotografici, per onorare la memoria dei benefattori più recenti. Ma questa interruzione mi è sempre sembrata una ferita da sanare, e come Presidente ho voluto fortemente trovare una soluzione che ci permettesse di ripristinare la realizzazione dei quadri. L’Accademia di Brera, quando ho proposto loro di coinvolgere i migliori allievi per dare un futuro a questa tradizione, si è dimostrata subito entusiasta e sono felice che oggi siamo riusciti a ripartire con due giovani promettenti che stanno già realizzando i primi due quadri. Speriamo che l’opportunità data a questi ragazzi possa servire a valorizzare il loro lavoro e a far nascere gli artisti di domani”.

Le prime due opere – aggiunge Maria Cristina Galli, docente di Anatomia artistica e di Progettazione per la pittura all’Accademia di Brera – sono state affidate a Barnaba Canali e Romeo de Giorgi, due giovani artisti che sanno coniugare nella loro ricerca pittorica i valori del segno e del colore di una sapienza figurale con le istanze proprie di una declinazione contemporanea; entrambi sapranno ben interpretare l’atmosfera personale e culturale dei soggetti e dare forma ad opere in cui affermare la possibilità di attualizzazione della stessa pittura”.

Oggi il Policlinico continua a raccogliere numerose donazioni: le più piccole, sommate, ogni anno arrivano a circa 2,8 milioni di euro; le più grandi arrivano sotto forma di lasciti testamentari, oppure attraverso Fondazioni o Associazioni che donano grandi apparecchiature o finanziano la ricerca in memoria di un loro caro defunto. “Anche per loro – conclude Giachetti – che non sono persone fisiche ma che donano in egual modo e con la stessa generosità, abbiamo previsto la possibilità di realizzare un ritratto pittorico, in questo caso dedicato alla memoria di un caro defunto, che sia il fondatore dell’Associazione o una persona ad essa vicina”. I quadri da eseguire, insomma, non mancheranno.

 

 

Nella seguente gallery, alcuni dei ritratti già ospitati nella Quadreria del Policlinico, accanto a bozzetti, fotografie e documenti che hanno ispirato gli artisti nella loro realizzazione.

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